Un tempo, la raccolta autunnale delle castagne coinvolgeva tutta la famiglia e avveniva con ogni possibile scrupolo perché non un solo frutto doveva andare perduto. Dalla cura e dall’attenzione con cui questo lavoro veniva compiuto, dipendeva l’alimentazione nei lunghi mesi invernali. Essiccate al calore in appositi locali e conservate per una successiva e lenta cottura, erano ingrediente di una minestra di legumi, di una zuppa di latte, o di un più gustoso secondo con lo zampino e le cotiche del maiale. Macinate e trasformate in farina diventavano ingrediente di pane, paste e piccoli dolcetti. E con gli scarti si allevavano non pochi animali domestici: ci mangiavano i maiali, le galline e anche i bovini. Insomma, erano un elemento fondamentale nell’economia di una casa, un dono gratuito della natura di cui è bello riscoprire l’importanza.